Spaghetti con pomodorini del piennolo, sfilacci di cavallo, rucola e grana

POMODORINI DEL PIENNOLO




.. "Nella zona del Parco Nazionale del Vesuvio troviamo una squisitezza: si tratta dei rinomati Pomodorini Vesuviani da serbo localmente detti "del Piennolo" (ovvero "del Pendolo"). Nel comprensorio dei comuni alle pendici del Vesuvio, coltivato su piccoli appezzamenti tra i 150 e i 450 metri sul livello del mare, in assenza di irrigazione, il Pomodorino Vesuviano trae i massimi benefici dal terreno vulcanico e da un sole quanto mai generoso. Anche il suo colore "ardente" è un regalo del vulcano, tanto che secondo gli anziani le radici dei pomodorini si nutrono della lava stessa del Vesuvio. Il resto lo fanno le premurose cure di agricoltori attenti a mantenere intatte le tecniche tradizionali che prevedono, tra l'altro, l'ausilio di sostegni con paletti di legno e filo di ferro, in modo da evitare che le bacche tocchino terra e per far si che i frutti, ricevendo i raggi solari uniformemente, possano colorarsi in maniera adeguata. I frutti, del peso poco superiore ai 20 grammi, sono di forma tondeggiante leggermente pruniforme, con un peculiare piccolo pizzo all'estremità inferiore e delle depressioni sull'altra estremità. La buccia è spessa, la polpa soda e compatta dal sapore dolce-acidulo delizioso ed inconfondibile dovuto alla particolare concentrazione di zuccheri e sali minerali.
La conservazione tipica di questi pomodorini è in "piennoli": i grappoli interi, detti "schiocche", raccolti tra luglio e agosto prima della loro completa maturazione, vengono sistemati su un filo di canapa, legato a cerchio, arrivando a comporre un unico grande grappolo di diversi chilogrammi che verrà mantenuto sospeso da terra in luoghi ben asciutti e ventilati. Sistema questo, che, favorendo una lenta maturazione, consente di avere "oro rosso fresco" fino alla primavera seguente all'anno della coltivazione. La lunga naturale conservazione è dovuta al fatto che le piante sono coltivate "in asciutta" e alla buccia piuttosto spessa che limita la disidratazione del frutto. Dal piennolo è possibile "attingere" cogliendo i singoli pomodorini che diventano così un ingrediente essenziale di tanti piatti tipici napoletani, regalano un tocco inconfondibile alla pizza, alle bruschetto, agli spaghetti, alle salse, agli intingoli a base di pesce e a mille altre ricette. Le famiglie vesuviane, inoltre, erano solite preparare le classiche "bottiglie di pomodoro" dopo averlo passato al setaccio o introdotto nei contenitori a filetti ("pacchetelle"). ...... "



Io ho provato questi pomodorini dell'Azienda Agricola CASA BARONE e devo dire che sono veramente FANTASTICI !!! Li ho usati per fare un sugo con un pò di cipolla, olio extravergine di oliva e basilico, ci ho aggiunto alla fine dei sfilacci di cavallo ed ho condito i miei spaghetti.

Sopra ho aggiunto delle foglioline di rucola e del parmigiano.

Primo piatto veramente molto gustoso, veloce e ideale per queste giornate estive.


Lascio il link dell'azienda agricola qualora vogliate acquistare i loro ottimi prodotti ed assaggiare questi magnifici pomodorini.

Vi invito comunque a visitare il loro sito perchè offrono tanti prodotti genuini e tutti rigorosamente locali.


Alla prossima !!!

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